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98 miliardi alle slot machine

98 miliardi alle slot machine

Rievocando ancora una volta la vicenda giudiziaria e la sua complessità. Bene verificare. Ma dei quattrini, nel frattempo, non si parla. In realtà la vicenda è complessa. Le società concessionarie mirano ad allungare i tempi della disfida nelle aule di giustizia, probabilmente convinte che il tempo le possa avvantaggiare. Hanno dalla loro una forza di pressione e condizionamento enorme: Alcune società risultavano essere direttamente collegate ad esponenti dei partiti. È il caso di Atlantis che, secondo i calcoli della Finanza, è la più penalizzata dalle sanzioni con 30 milioni di euro , il cui legale rappresentante era Amedeo Laboccetta, ex uomo forte di An a Napoli, oggi parlamentare Pdl.

Anche se Laboccetta nega, oggi, qualunque interesse e persino qualsiasi conoscenza della questione: Dimesso da tutto. Da Atlantis, di cui non so più niente, da dipendente Assitalia, da presidente di Poste Assicura. Faccio il deputato a tempo pieno, sono nella commissione antimafia e mi sento il custode di Montecitorio: Lo stakanovismo di Laboccetta non sposta i termini della questione. Troppi imbarazzi bloccano la politica alla ricerca di una soluzione. Intanto i 98 miliardi ma anche fossero il dieci per cento rappresenterebbero un sollievo rimangono impigliati nella rete di una giustizia che marcia con i tempi della giustizia. Leggi il giornale sul tuo pc. Leggi su iPad e iPhone.

Leggi su tablet e mobile Android. Il giornale di oggi Abbonati subito. Le slot machine invadono i bar e sostituiscono o dovrebbero farlo i vecchi videopoker. La normativa prevede che le macchine siano collegate in rete con la SoGei, la società pubblica che avrebbe dovuto garantire la regolarità della taratura degli apparecchi che, sempre in teoria, dovrebbero restituire un numero di vincite predeterminato ai giocatori. A mettere in rete gli apparecchi avrebbero dovuto pensarci i concessionari, dieci soggetti privati selezionati dai Monopoli, pena una sanzione per ogni ora di mancato collegamento. I concessionari, essenzialmente, se ne fregano.

Migliaia di macchinette non sono collegate alla rete e non vengono messe a norma neanche dopo i primi solleciti dei Monopoli. Le società, per il biennio — , pagheranno le tasse con una cifra forfettaria, quella prevista nel caso di mancato collegamento per cause di forza maggiore, senza che nei loro confronti venga erogata alcuna multa. È la Corte dei Conti che, raccogliendo una serie di segnalazioni, dà alla Guardia di Finanza il compito di fare luce sulla vicenda del mancato collegamento delle slot.

Una peraltro necessariamente parziale verifica consente alla Gdf di individuare migliaia di macchinette non collegate, lasciando intendere che il danno erariale possa essere elevatissimo. Il mancato controllo sulle slot è, in effetti, un problema enorme, come avrà modo di spiegare il generale Umberto Rapetto , a capo del nucleo speciale della Gdf: In sostanza, per un periodo piuttosto ampio di tempo, decine di migliaia di slot sono state del tutto fuori controllo, non solo per quel che riguarda la quantificazione degli introiti tassabili, ma anche per la restituzione delle vincite ai giocatori.

Da dove viene la cifra di 98 miliardi di euro? In pratica, la cifra finale viene fuori non attraverso calcoli su un ipotetico volume delle giocate, né applicando sanzioni che ipotizzano un abbassamento delle quote di vincita o altre operazioni di manomissione delle slot, ma semplicemente applicando le penali previste da un contratto sottoscritto sia dallo Stato che dai concessionari. La procura della Corte dei Conti contesta dunque ai concessionari somme per poco meno di 90 miliardi di euro qui l'elenco delle richieste alle singole società. Ora bisogna fare un salto in avanti e arrivare al , quando la vertenza giudiziaria arriva finalmente a conclusione e la sezione giurisdizionale del Lazio della Corte dei Conti pronuncia la sentenza numero La sentenza arriva dopo una lunghissima battaglia legale e molti tentativi di impugnare la legittimità stessa del processo.

Insomma, riepilogando: I 98 miliardi di euro, dunque, non esistono, non sono mai stati comminati come sanzione a nessuna società, né men che meno sono stati evasi. Insomma, è vero che un Governo a guida PD abbia definito una sorta di condono alle aziende che operano nel campo delle slot, ma sui 2,5 miliardi di euro e chiedendo un pagamento immediato di una sanzione comminata solo in primo grado. E lo è anche per un effetto secondario, ovvero la distrazione collettiva.

Stavolta rispetto al cuore del problema, che è la gestione di un settore in cui girano miliardi e che ancora attende un intervento legislativo degno di questo nome avremo occasione di parlare della legge Mirabelli sul riordino dei giochi.

Slot, il condono della vergogna - l'Espresso

Cosa c'è di vero – poco – nei video che sono tornati a circolare su Facebook su una presunta multa mai pagata da 98 miliardi di euro. Otto anni per passare da 98 miliardi a milioni in tutto. .. dei 2,5 miliardi alle case dell slot purchè paghino subito (entro metà novembre). Quella dei 98 miliardi di euro "regalati" ai signori delle slot machine è una Nelle ultime settimane, dunque, la storia del regalo alle slot è. Ci sono novantotto miliardi (miliardi di euro, non è un errore) che ormai da tre anni la Corte dei conti contesta alle dieci società concessionarie. Nel decreto sull'Imu Letta ha regalato quasi due miliardi ai signori la tassa facendo un bello sconto ai concessionari di slot machine. Un sito evidentemente di parte utilizza la vecchia storia dei 98 miliardi di euro condonati alle concessionarie di slot machine per fare.

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